Lentezza

Nell’era della velocità un elogio alla lentezza.

Nella lentezza c’è il gusto di assaporare la vita, di accorgersi dei dettagli, di vivere nel presente passo dopo passo.

La maggior parte di noi non fa altro che correre tutto il giorno, dietro ad un susseguirsi di impegni, senza mai tempo per nulla… e quando arriva il momento di mangiare, ci ingozziamo in fretta e furia, con la mente a ciò che dovremo fare subito dopo.

“Non serve correre, basta partire in tempo”

Se cerchi di fare qualcosa che va al di là di ciò che il corpo può tollerare, prima o poi ti ammalerai.

La natura non ha fretta, eppure tutto si realizza. (Lao Tzu) 

Tutto ciò che è squisito matura lentamente. (Arthur Schopenhauer)

Non c’è cammino troppo lungo per chi cammina lentamente, senza sforzarsi;  non c’è meta troppo alta per chi vi si prepara con la pazienza. (Jean de La Bruyère)

La conoscenza dello studio dell’evoluzione può essere per noi di grande aiuto. Ritengo importante conoscere e rispettare le nostre radici, la nostra storia.

Finalmente è arrivato il tempo in cui qualcuno elogia la lentezza che viene considerata sempre di più una virtù.  Ne è una dimostrazione, per esempio, l’amore per lo slow food.

Il cervello animale / umano I cuccioli acquisiscono esperienze velocemente, in poco tempo giungono ad una certa indipendenza. I bambini acquisiscono esperienze lentamente, impiegano molto tempo prima di arrivare ad una certa indipendenza. Alla nascita i nostri neuroni sono nudi, ma con il tempo le esperienze relative all’ambiente lentamente plasmano la loro struttura e soprattutto i loro collegamenti (sinapsi).  Un processo lento che con il tempo tende ad essere meno reattivo, ma non scompare mai del tutto nell’arco di tutta la vita.

Il pensiero lento / veloce La struttura è plasmata dagli stimoli dell’ambiente. Come scrive il Dott. Maffei, l’evoluzione ha scelto, nella costruzione del cervello umano, la tecnica della lentezza, mentre per gli altri animali quella della rapi­dità, ed  è  forse per questo che molte risposte del sistema nervoso rapido dell’uomo assomi­gliano a quelle degli altri animali. Viene quindi da pensare che il pensiero veloce ci riporti a livelli intellettivi più bassi?

Nella storia dell’uomo, come in quella degli altri animali, il pensiero veloce  (attacco o fuga) ha permesso la sopravvivenza rispetto ai pericoli che il mondo selvaggio presentava. Possiamo dire che il pensiero veloce è il pensiero dello stress. Il pensiero lento è quello che permette di programmare, di assaporare le emozioni, di imparare e approfondire la nostra cultura. Possiamo dire che il pensiero lento è il pensiero del bello e del piacere.

La moderna società ci sta imponendo dei ritmi e soprattutto dei modi che non fanno parte del nostro essere. Purtroppo siamo sempre più convinti di essere nella giusta direzione.