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Approccio TFI alla Rieducazione Posturale Dinamica

Non ho mai pensato e vissuto tanto, quanto in quei viaggi che ho compiuto da solo e a piedi.

Il cammino ha qualcosa che anima e ravviva i miei pensieri ……….

non riesco quasi a pensare quando resto fermo; bisogna che il mio corpo sia in moto perché vi trovi lo spirito.

Jean-Jacques Rousseau

Rivolgersi al Posturologo (…ma chi è?)

Già dal primo decennio degli anni 2000, parlare di Posturologia non è più un argomento riservato ai pochi “eletti specialisti”. Un numero sempre maggiore di cittadini si affida a professionisti che lavorano nel campo della postura. Il Dentista, l’Oculista, l’Ortopedico, il Fisiatra, l’Otorinolaringoiatra, il Gastroenterologo, lo Psicologo, lo Scienze Motorie, l’Osteopata, il Fisioterapista, il Fitness trainer, e molti altri possono occuparsi di postura.

Quale chiave di lettura può permetterci di inquadrare e interpretare i messaggi del corpo sofferente e perturbato in modo tale da intervenire adeguatamente sulla “primarietà” della perturbazione?

Il movimento può essere paragonato ad un farmaco, che quando assunto in giuste dosi e nei momenti opportuni può davvero aiutare, ma che al contrario, preso nei momenti sbagliati ed in situazioni non consone, può arrecare danni… soprattutto a lungo termine. 

Occhio, Vestibolo, Articolazione-Temporo-Mandibolare (ATM), Piede, Sistema Viscerale, Sistema Cranio-Sacrale, Cicatrici; Sistema Somato-Emozionale, Sistema Connettivo, sono solo alcuni dei sistemi costituenti quella rete sensoriale determinante per il corretto utilizzo del nostro corpo nello spazio.

Il Sistema Nervoso, elabora una enorme mole di informazioni sia dall’ambiente interno che esterno e le invia alla periferia in modo tale da mettere in grado l’intero organismo di rispondere in maniera adeguata in ordine di tempo e di spazio alla situazione del momento.

Dopo tanti anni di studio mi sono tornate in mente le parole di un mio vecchio “Maestro”: – solo le statue sono immobili –

Logo del metodo registrato.

Cosa significa praticare il metodo 2P/B ?

Significa aver compreso almeno i concetti più semplici alla base di questo modo di proporre il benessere attraverso una educazione al movimento collegato ai fattori di base del corretto stile di vita.

Da un punto di vista dei metabolismi di liberazione di energia, il 2P/B si basa:

1- sulla LENTEZZA, sul così detto “lento lungo”, cioè bassa intensità grande volume.

2- sulla gradualità dello stimolo, che mira a ridurre al minimo lo stimolo anaerobico, al fine di evitare stress, che nella maggioranza dei praticanti di questa metodica, non essendo degli atleti, sarebbe dannoso.

3- nel muoversi apprezzando la grande azione che il paesaggio e l’ambiente naturale rivestono nel nostro benessere.

Da un punto di vista biomeccanico il 2P/B si basa:

1- sulla riduzione delle sinusoidi trasversali e sagittali, riportandole ad un ambito fisiologico, al fine di ridurre al minimo la dispersione di energia determinata da un incremento della variazione di accelerazione.

2- sull’utilizzo di una dinamica che prevede l’equilibrio e non la stabilità, come fattore prioritario nella deambulazione.

3- sull’utilizzo della controrotazione tra asse bisiliaco e asse bisacromiale coordinata con l’utilizzo della bascula sul piano frontale del bacino, al fine di stimolare l’alternanza dello sviluppo delle curve vertebrali sul piano frontale.

4- sull’anticipo rotatorio del bacino rispetto alla flessione del femore, al fine di ridurre la tensione dello psoas sul tratto lombare, e non solo, della colonna vertebrale.

5- sul non intervento volontario della tenuta degli addominali, lasciando al sistema autonomo il suo ruolo naturale di intervento (fisiologico) sul complesso equilibrio deambulatorio/respiratorio.

6- significa discriminare la funzione dell’arto superiore tra: a) arto prensile (funzione umana) e b) arto portante (funzione quadrupedica).

Questi sono i concetti basilari, ma non unici, che sono stati spiegati nell’arco di anni nelle forme più semplici possibili anche ai non addetti ai lavori.

Cosa significa non aver compreso il metodo 2P/B ?

Da un punto di vista metabolico:

1- Significa utilizzare una metodica di derivazione pseudo-sportiva, che fa riferimento alla metodologia dell’allenamento degli atleti, molto in voga in certi ambiti del “Fitness” che devono rispondere ad una esigenza di mancanza di tempo, per cui lavorano sul TUTTO SUBITO, concentrando lo sforzo in poco tempo. Questo è sicuramente meglio che restare sedentari, ma è sicuramente meno salutare che non uno stimolo più graduale e fisiologico per quella fascia di praticanti che sono caratteristici del nostro ambiente.

2- Significa sottoporsi ad allenamenti utilizzando formule (vedi Karvonen) senza valutarne e discriminarne le differenze rispetto ad altre, soprattutto senza considerare che quelle formule sono nate per gli atleti.

Da un punto di vista biomeccanico:

1- Significa utilizzare prioritariamente il concetto di stabilità rispetto a quello di equilibrio, limitando l’azione dell’alternanza delle fasce elicoidali, che stanno alla base della deambulazione fisiologica.

2- Significa non dare rilevanza alla riduzione delle sinusoidi trasversali e sagittali.

3- significa utilizzare l’arto superiore come arto prensile nell’atto della spinta sul bastoncino.

4- significa non lasciare libera la fisiologica azione del sistema autonomo, dando indicazione di “tenuta” volontaria dei muscoli addominali mentre si cammina.

Questi sono solo alcuni dei punti che differenziano coloro che sono riusciti ad interiorizzare il metodo da chi ancora resta legato a concetti di diversa derivazione.

Al centro di risonanza del Gompa

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