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Camminare fa bene …..

….. Camminare bene fa meglio

Quando mi è stato chiesto di organizzare un incontro in cui spiegare il corretto utilizzo dei bastoncini nel cammino, ho cercato di far comprendere che nel caso si vogliano utilizzare come mezzo per una rieducazione posturale è preferibile dedicare alcune lezioni ad un recupero posturale senza l’ausilio dei bastoncini.

Prima di iniziare qualunque eventuale percorso desidero fare delle precisazioni.

Non esiste un modo corretto o sbagliato di utilizzare i bastoni durante il cammino, nel senso che l’uomo soprattutto i grandi camminatori hanno sempre utilizzato uno o due appoggi per i loro trasferimenti a piedi. 

Possiamo dire che in base all’obiettivo prefissato si può avere un utilizzo più o meno consono al risultato che si vuole ottenere.  Oggi i bastoncini vengono utilizzati sempre più frequentemente, grazie anche all’enorme successo ottenuto dalla divulgazione della disciplina del nordic walking.  Volendo dare un senso a questa mia anticipazione possiamo dire che l’utilizzo più frequente dei bastoncini riguarda prevalentemente la pratica del trekking, del nordic walking, oppure il semplice utilizzo da autodidatti da parte di coloro che amano camminare.  Oltre alla differente struttura della canna e a quella del passamano o lacciolo e dell’impugnatura, i bastoncini da trekking differiscono da quelli per il nordic walking nell’utilizzo. Mentre nel trekking il bastoncino risponde ad una sollecitazione di carico prevalentemente verticale con una ridotta percentuale di spinta anteriore, nel nordic walking le percentuali cambiano molto dando maggiore carico alla fase di spinta che non a quella di sostegno. 

Molto diverso è invece l’utilizzo previsto per il walk in balance, questa disciplina si stacca nettamente dall’ambito sportivo o ricreativo per focalizzare la propria attività nell’ambito esclusivo della salute e del benessere, in special modo cercando di migliorare la postura. Si utilizzano gli stessi bastoncini utilizzati nel nordic walking sui quali è stato ottimizzato il disegno e la struttura della manopola e del passamano al fine di dare una risposta biomeccanica quanto più corretta possibile. 

Nel walk in balance l’utilizzo del bastoncino non è un fine ma un mezzo di apprendimento per consentire una rieducazione posturale dinamica in un contesto ambientale piacevole e divertente. Cosa cambia? Molto, anche se per un occhio inesperto è difficile cogliere le differenze.  Il principio su cui si basa la disciplina del walk in balance è la ricerca della stimolazione degli schemi motori di base della deambulazione quadrupedica e della sua evoluzione fino a quella bipede. Lo studio approfondito e la comparazione anatomica e funzionale tra umani e quadrupedi passando per i clinogradi, ci ha permesso di comprendere, o almeno di avvicinarci, al modello funzionale ottimale nella deambulazione umana. 

Questo metodo educa al movimento collegato ai fattori di base del corretto stile di vita, esso nasce dalla convinzione dei fondatori che per una larga fetta di popolazione sia utile un’attività motoria sana, collegata alla buona postura, agli aspetti dell’alimentazione e del contatto con l’ambiente naturale e sociale. Praticare il Walk in Balance che utilizza la tecnica 2P/B è utile per tutti coloro che vogliono acquisire uno stile di vita sano escludendo ogni stress di tipo competitivo.  Camminare affrontando salite, discese, sterrati in montagna come al mare, dandosi il tempo per l’attenzione ad una corretta postura. 

Il logo 2P/B

Oggi tutti conoscono l’importanza dell’equilibrio tra gli elementi costituenti la salute, ma occorre chiederci se facciamo abbastanza per realizzarlo.  Walk in Balance fa riferimento alla celebre frase di Leonardo da Vinci “raro cade chi ben cammina”, ma sottintende anche un cammino inteso come stile di vita. Se la corretta postura si fonda sulle leggi di base che sono equilibrio, economia e confort, lo stile di vita non è da meno e richiede un perfetto equilibrio tra psiche, struttura e biochimica.  Dal punto di vista metabolico il 2P/B si basa sul movimento lento e sulla gradualità dello stimolo al fine di evitare stress e produzione di radicali liberi. Inoltre muoversi nell’ambiente naturale apprezzando il paesaggio influenza positivamente il nostro benessere.

 

Io che non volevo camminare

Dal punto di vista biomeccanico il 2P/B si basa: 

A) sulla riduzione delle sinusoidi trasversali e sagittali, riportandole ad un ambito fisiologico, al fine di ridurre al minimo la dispersione di energia determinata da un incremento della variazione di accelerazione. 

B) sull’utilizzo di una dinamica che prevede l’equilibrio e non la stabilità come fattore prioritario nella deambulazione

C) sull’utilizzo della controrotazione tra asse bisiliaco e asse bisacromiale, coordinata all’utilizzo della bascula sul piano frontale del bacino, al fine di stimolare l’alternanza dello sviluppo delle curve vertebrali sul piano frontale.

D) sull’anticipo rotatorio del bacino rispetto alla flessione del femore, al fine di ridurre la tensione dello psoas sul tratto lombare, e non solo, della colonna vertebrale. 

E) sul non intervento volontario della tenuta degli addominali, lasciando al sistema autonomo il suo ruolo naturale di intervento fisiologico sul complesso equilibrio deambulatorio/respiratorio. 

F) sulla discriminazione della funzione dell’arto superiore tra:     

                        a) arto prensile (funzione umana) 

                       b) arto portante (funzione quadrupedica). 

Questi sono alcuni dei concetti basilari, ma non gli unici, che sono stati spiegati nell’arco di anni nelle forme più semplici possibili anche ai non addetti ai lavori. 

Fabrizio Lorenzoni

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