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Terapia Fisica Integrata

Il concetto dei Terapia Fisica Integrata deriva da quello più ampio di Medicina Integrata. Per entrare in questa ottica, solo apparentemente intuibile, occorre rifarsi al concetto di complessità. La società attuale basata sulla pretesa del “tutto e subito” è molto critica verso qualunque soluzione che non sia totale ed immediata. Consapevoli quindi che nel contesto sociale attuale una visione come quella che vogliamo proporre potrà suscitare interesse solamente in quella percentuale di persone che per formazione e cultura hanno una visione più ampia e meno riduzionista dell’attuale contesto sociale, tentiamo di dare un piccolo aiuto alla comprensione di questa nostra visione.

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Al termine ‘complesso’ spesso associamo il significato di complicato, le derivazioni etimologiche ci possono aiutare a comprendere che invece sono due termini con significati diversi. Complesso, complicato e semplice posseggono una radice comune (plek) che significa piegare, intrecciare. Il temine complicato può essere spiegato facendo un esempio: come un lenzuolo ripiegato e riposto in un cassetto. Complesso è invece qualcosa con intrecci che non può essere piegato, qualcosa di relativo ad una rete, una maglia, un nido, un network come si usa dire oggi. Semplice, significa senza pieghe, qualcosa che si mostra subito nella sua totalità e che quindi non è ne’ complicato ne’ complesso.

In un sistema di vendita, che deve dare profitto, proporre soluzioni semplici a problemi complessi si presenta sicuramente vincente, ma dall’essere vincente da un punto di vista commerciale ad esserlo nella vera risoluzione del problema il passo è grande. Restando nella visione di vendita, è più convincente proporre soluzioni a problemi complicati che non a problemi complessi, il problema complicato risponde ad una logica lineare in cui dispiegando le “pieghe” si può ottenere una risoluzione del problema stesso. Molto più difficile dare una risposta quando il problema viene affrontato nella sua complessità, dove non può essere data una risposta lineare proprio per i numerosi “intrecci” di quella rete che rappresenta appunto il complesso.

Possiamo quindi comprendere che per i problemi complessi non esiste una soluzione lineare conosciuta, in quanto non è possibile scomporre i problemi complessi in sottogruppi di problemi semplici, ma occorre cercare tutte quelle risorse che ne permettano la spiegazione nella sua interezza e complessità. Purtroppo questi problemi richiedono spesso più risorse di quante ne abbiamo a disposizione. In natura le risposte non sono mai semplici e lineari ed un sistema complicato, ripiegato su se stesso, si presenta rigido e fragile, mentre un sistema complesso, qual’è l’essere vivente, è capace di adattarsi è flessibile e resiliente. 

La visione riduzionista “scientifica” presenta i disagi degli esseri umani come problemi complicati a cui è possibile dare delle risposte lineari, ma la natura non è dello stesso avviso. 

La medicina integrata quindi è innanzitutto una medicina sistemica, che considera l’essere umano nella sua totalità, e che cerca quindi di curarlo nel suo complesso.

L’essere umano è un sistema complesso sensibile anche a piccole variazioni a cui nostro organismo reagisce  all’unisono, come in una grande orchestra che risponde alla guida del maestro. Ogni aspetto della vita umana è l’incredibile risultato dell’armonia con cui i diversi sistemi comunicano tra loro e creano tutte quelle sinergie funzionali alla stessa vita. Se corpo, mente, psiche e biochimica sono solo scomposizioni accademiche di un intero indivisibile, non possiamo pensare che la stessa scomposizione accademica, funzionale all’apprendimento di chi inizia lo studio dell’essere umano, possa essere altrettanto efficace nella cura.

Per quanto spesso ci lasciamo andare ad assimilare l’uomo ad una “macchina meravigliosa” questi non è una macchina a cui poter sostituire una ruota senza prendersi cura dell’intero. 

La Duke University da una definizione molto appropriata della Medicina Integrata:

La medicina integrata è un approccio terapeutico che pone il paziente al centro e affronta l’intera gamma di dinamiche fisiche, emotive, mentali, sociali, spirituali e ambientali che influiscono sulla salute di una persona. Impiega una strategia personalizzata che considera le condizioni, i bisogni e le circostanze del paziente. Utilizza gli interventi più appropriati e una serie di discipline scientifiche per guarire le malattie e aiutare le persone a ritrovare e a mantenere la salute ottimale.

Terapia Fisica Integrata sulla base delle conoscenze integrate e condivise dei suoi fondatori (Fabiola e Fabrizio), ha costituito un gruppo di professionisti che hanno deciso di approfondire i loro studi seguendo la strada segnata dagli stessi fondatori. 

A coloro che basano la loro diffidenza nei confronti della Medicina Integrata sull’attuale paradigma scientifico chiedo: se oggi una certa “scienza” considera empiriche le antiche scoperte in campo medico, che in quel contesto storico erano scientifiche, cosa penseranno delle attuali scoperte scientifiche tra 200 anni? Saranno a loro volta considerate “empiriche”, forse il dubbio può aprire la strada a nuove visioni meno rigide.  

Chi si avvicina ai professionisti di Terapia Fisica Integrata?  Potremmo rispondere condensando tutta una serie di considerazioni: coloro che a fronte del dubbio affrontano il mantenimento della propria salute con una visione più ampia possibile. Queste persone hanno compreso che l’essere umano non può essere diviso in corpo, mente e spirito, ma è un tutt’uno e risponde alla semplice legge dei vasi comunicanti. Ogni problema, in qualunque area venga contestualizzato, è responsabile degli effetti sull’intero sistema.

In pratica qual’è l’approccio di Terapia Fisica Integrata? TFI combina e integra metodi diversi come Allopatia, Omeopatia, Omotossicologia, Fisioterapia, Osteopatia, Massoterapia, cercando di costruire in collaborazione con ogni persona il percorso più idoneo e adattandolo attraverso un continuo feedback Terapista/Paziente.

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