Il benessere di chi alle urla preferisce i sussurri
Viviamo in un tempo in cui anche dietro un sussurro ben costruito c’è chi vuole venderti qualcosa, non sono e non voglio essere un influencer e non voglio avere follower, desidero invece condividere le mie esperienze/conoscenze con chi ha già una visione chiara della realtà e proprio per questo cerca strade percorribili per migliorare il proprio benessere. Il web è colmo di persone che scrivono articoli o propongono filmati in cui dispensano verità su come mangiare, muoversi, pensare, ma chi ha un occhio più attento può facilmente capire che chi non è in grado di pensare al proprio benessere difficilmente può insegnare una strada agli altri.

Esci dalla corazza

In un mondo e una società che ci vede sempre più lontani dal nostro essere e ci obbliga a cercare di avere tutto ciò che materialmente ci permette di “sopravvivere”, ci allontaniamo sempre più da quell’aspetto psico-spirituale che fa parte del nostro equilibrio. Ci siamo allontanati dalla natura, abbagliati dalla vita frenetica delle città, chiudendoci in ambienti tecnologici fatti di cemento. Tutti i giorni alcuni esperti ci parlano di quanto il legame con la natura sia per noi fondamentale, ma non riusciamo più a comprendere il significato vero di quelle parole.
Esci dalla prigione della tua corazza
Siamo schiavi dei compensi che ci siamo costruiti
Per quanto noi siamo sempre più distanti da una visione integrale del nostro essere, il nostro corpo interagisce profondamente con la nostra dimensione psichica e spirituale.
La costrizione in un mondo sempre più materialista, in cui siamo obbligati a vivere, si riflette sul nostro corpo che si difende costruendo una corazza che ci imprigiona e negli anni sviluppa molti malesseri.

Comprenderci attraverso il cammino

La postura, oltre a denunciare la nostra storia in questo mondo, è il rapporto tra il nostro profondo sé e l’io attuale su cui lasciamo agire le costruzioni del nostro super io.
Walk in Balance promuove la conoscenza e stimola la consapevolezza del nostro vivere in equilibrio tra emozioni, struttura e metabolismi.
Un metodo che si è evoluto attraverso molti anni di studio e osservazioni di due professionisti che hanno dedicato la loro vita alla prevenzione attraverso una filosofia spesso in controtendenza, ma senza mai allontanarsi dalla realtà che tutti noi stiamo vivendo.
“Camminare in equilibrio”, infatti, non si riferisce solo alla fase attiva della rieducazione posturale, ma vuole essere uno stimolo ad una autoanalisi del rapporto tra i nostri mondi, esterno ed interno, in grado di condizionare gran parte della nostra salute.
Oggi la comunicazione scientifica mediatica è volta più a condizionarci a favore dei mercati che non a difendere la nostra salute, sta a noi comprendere come agire mantenendo il necessario equilibrio tra ciò che siamo e quello che possiamo essere.
Ricordo un simpatico detto di mio suocero:
“volevo essere esile triste poeta, ma sono forte gaio e analfabeta”.
Parole da cui potremmo prendere spunto e avviare un confronto sulla moderna società ed il suo rapporto con la salute generale dell’individuo.


Dimmi come cammini e ti dirò chi sei
Dimmi come mangi e ti dirò cosa sei
Dimmi come respiri e ti dirò di più
Raccontami del tuo dialogo con i piedi, e loro come parlano con gli occhi? I tuoi fianchi riescono ad entrare nel colloquio? Il tuo respiro si adatta o è fonte di armonizzazione? Il tuo sguardo condiziona o è condizionato? Il tuo udito sta parlando ai tuoi occhi? Hai mai sentito parlare di sistema cinestesico? Il tuo collo sta informando i sistemi oculo-uditivo? Ne sei cosciente?

Prova ad uscire dalla prigione, respira, guarda e impara a vedere, ascolta e impara a sentire, rallenta e impara a percepire il tuo corpo, inizia dai piedi, prosegui sulle gambe, poi le cosce, i glutei, il bacino, l’addome, il collo. La testa è sui piedi? E lo sguardo dove va, cosa vede, le orecchie sono pronte per sentire?
Riproviamo:
Fai pochi passi e dimmi cosa senti sotto ai piedi, fermati e dimmi dove il piede risponde al carico.
La gamba cosa fa? E la coscia? L’emibacino di destra parla con quello di sinistra? E l’osso sacro?
L’addome sta uscendo dalla prigione? E il collo parla con la testa?
Lo sguardo sta vedendo? E l’udito sta sentendo? La testa si appoggia sui piedi?
………….
Ora che abbiamo imparato ad imparare ad ascoltare il corpo, proviamo a parlare con la mente.
Camminare liberi da condizionamenti è possibile?
Prima ancora però è possibile ridurre il condizionamento?
Consapevolezza, conoscenza, libertà come si rapportano? Siamo in grado di prenderne coscienza?
………………..
Puoi percepire il rapporto tra la tua libertà mentale e quella del tuo corpo?
Filosofia di vita e le scelte sul come, il dove e con chi.
La scelta della fonte di informazioni e lo sviluppo della capacità critica.
La fiducia nel dogma: negli anni mille la religione e negli anni duemila la scienza.
Il triangolo della salute = psiche, struttura e metabolismi in equilibrio.
La struttura ( ossa, muscoli, tendini, organi, fluidi ) parla con i metabolismi ( trasformazione dei nutrienti in tessuti, energia e riserva ) insieme parlano con la psiche ( mente, psiche, spirito ).
1 La mente come sistema operativo che fa da interfaccia tra corpo e psiche.
2 La psiche come software che elabora le informazioni e le esperienze archiviate.
3 Lo spirito come insieme dei “sensori fini” che ci relazionano con gli aspetti dei campi energetici che ci circondano.
………………………
La postura come lettura e come mezzo di armonizzazione del nostro essere in relazione al mondo che ci circonda.
La respirazione come mezzo di comunicazione tra volontario ed involontario.
Se è vero che siamo quello che mangiamo, è anche vero che siamo quando, come e con chi mangiamo.
Il concetto delle calorie è ormai superato dal fatto che il nostro corpo non è una caldaia o una stufa.
Il movimento come mezzo di conoscenza di sé stessi, ma anche come mezzo per sintonizzarsi con l’ambiente e metterci in grado di “ sentire “ quelle frequenze verso cui siamo ormai diventati sordi.
Schiavi dei compensi
Una gabbia che ci siamo costruiti
Il nostro organismo impara a difenderci accettando dei compromessi che i professionisti chiamano “compensi”; con il tempo questi si strutturano creando maggiori tensioni a cui il corpo reagisce con ulteriori compensi. Giunti ad un limite che è sempre individuale e personale non ci sono più spazi e l’unica soluzione è l’informazione di dolore.
Il progresso ci ha fornito gli “antidolorifici” che spengono l’informazione, un po’ come spengere la spia del carburante dell’auto, prima o poi si ferma.
Ma i segnali che riceviamo non riguardano solo il corpo, il nostro essere infatti adotta lo stesso sistema di informazione con la psiche che scarica parte dei suoi “ compensi” sul corpo il quale, a sua volta, condiziona la mente avviando un “circolo vizioso” che determina il nostro comportamento.
Il modo in cui ci muoviamo (la nostra postura), il nostro modo di camminare quindi può comunicare agli altri chi siamo.
Il nostro corpo è una società
Come in una società il lavoro che non viene svolto da una parte di essa ricade sugli altri, se il periodo è breve tutto torna alla normalità, se invece diventa una costante, coloro che sono ingiustamente sottoposti ad un carico di lavoro eccessivo iniziano a lamentarsi e a protestare, come le unità del nostro corpo iniziano ad inviare segnali di dolore.
Fai che il cibo sia la tua medicina
Già 2300 anni fa Ippocrate conosceva bene l’importanza del buon mangiare; se nel suo tempo le carenze potevano riscontrarsi nella varietà e nella quantità, oggi i pericoli sono molto più numerosi.
Oggi infatti il progresso ci permette di avere grandi quantità di cibo scadente a basso prezzo. L’agricoltura tecnologica fornisce grandi quantità di prodotti altamente inquinati chimicamente, l’industria del cibo, partendo da quei prodotti già inquinati, aggiunge conservanti, coloranti, correttori del gusto, impacchettando le porzioni nella plastica. Noi mangiando ingeriamo sostanze che ci fanno ammalare e ci curiamo con i medicinali prodotti dalla stessa chimica che ci ha fatto ammalare.
La strutturazione del nostro “sistema operativo “
Potremmo in qualche modo assimilare la nostra mente ad una sorta di sistema operativo che funge da interfaccia tra il sistema sensoriale e la psiche. La nostra mente impara dalle esperienze che memorizza e archivia in modo da renderle leggibili in tutte quelle occasioni similari, rendendo le “risposte” agli stimoli ambientali e situazionali estremamente soggettive.
Il modo con cui percepiamo l’ambiente attraverso i sensi, il come elaboriamo le nostre emozioni attraverso l’integrazione tra le esperienze pregresse ed il nostro sistema di elaborazione sensoriale, viene guidato dai sentimenti costruiti attraverso l’educazione sociale.
In ogni società l’educazione del singolo si sviluppa attraverso la famiglia, la scuola, la comunità di appartenenza, rendendo i comportamenti individuali “caratteristici” di un certo ambiente sociale.
Pochi tra i grandi saggi, i grandi pensatori, i grandi filosofi, sono riusciti a sviluppare una visione della vita attraverso un lavoro interiore in grado di superare i vari condizionamenti ambientali e sociali che caratterizzano tutti noi.
Il rilascio somato-sensoriale
Sono molti gli autori che scrivono interi volumi su questo argomento, una descrizione estremamente difficile da sviluppare, ma che si presta alla costruzione di concetti che occupano interi capitoli senza riuscire a spiegare nulla.
Un ambito questo utilizzato da molte discipline che spesso si differenziano solo nel nome e che si rincorrono in un feroce “ copia e incolla” contendendosi il primato. I tempo in cui viviamo, dopo l’esperienza della descritta pandemia, ha dato vita ad innumerevoli metodi, tecniche e discipline, le quali promettono miracolosi risultati riguardo al superamento dei traumi psico-somatici. In definitiva l’unione dei tre termini “rilascio somato-sensoriale” si riferisce alla riduzione o alla normalizzazione di tutte quelle tensioni che ci affliggono sia sul corpo che nella mente e che soggettivamente riusciamo a rendere meno invasive attraverso quei compensi che una volta strutturati creano dolori o patologie.
Facendo nostro il concetto del grande Dott. Rekeweg, secondo la cui tabella omotossicologica ci sono situazioni in cui è ancora possibile un recupero completo ed altre in cui i tessuti sono così intossicati da non poter essere più normalizzati, anche nel rilascio somato-sensoriale la normalizzazione è tanto più raggiungibile quanto più giovane è il “compenso”.
Più è strutturato il compenso maggiore sarà la profondità del lavoro psico-somatico che richiederà una maggiore “diluizione” dello stimolo normalizzante.
Walk in Balance
Walk in Balance non è la panacea di tutti i mali, è piuttosto un percorso educativo attraverso cui ritrovare l’equilibrio perduto.
Camminare meglio ci aiuta a pensare meglio, che ci aiuta a mangiare meglio e a socializzare con piacere per imparare ad amare la vita più liberi dai condizionamenti dei mercati.

La consapevolezza è figlia della conoscenza

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Il Programma relativo agli incontri previsti nella primavera estate 2026
La prenotazione del soggiorno va effettuata direttamente dai partecipanti alla struttura ospite
L’iscrizione all’incontro va effettuata comunicando la richiesta a info@darsitempo.it
venerdi
Arrivo nel pomeriggio presso la struttura ospite
Ore 18 presentazione del corso
Ore 19.30 cena
Ore 21.30 quattro chiacchiere per conoscerci
Sabato
Ore 8.00 colazione
Ore 9.00 – uscita nel bosco primo approccio alla postura secondo il metodo 2P/B . La lezione alternerà fasi pratiche e teoriche per comprendere le basi del metodo.
Ore 12.30 – pranzo
Ore 15.00 uscita nel bosco approccio di base allo shinrinyoku
Ore 18.00 lezione in aula – Il nostro rapporto con l’alimentazione in una visione globale dell’essere umano.
Ore 19.30 cena
Ore 21.30 confronto sulle sensazioni
Domenica
Ore 9.00 – uscita nel bosco, reintroduzione degli aspetti quadrupedici del passo umano, il cammino crociato e le sue relazioni neuro-psicologiche.
Ore 12.30 – pranzo
Ore 14.30 Valutazione dell’incontro e consegna degli attestati di partecipazione.
Una risposta a “Il benessere di chi alle urla preferisce i sussurri”
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Ho avuto modo di conoscere degli insegnanti preparatissimi nel campo medico, quello che mi ha stupito in alcuni di loro è la distanza tra ciò che trasmettono agli altri e quello che fanno per se stessi. Una docente che ho potuto ascoltare recentemente ha raccontato di un’esperienza molto positiva a cui ha preso parte su alimentazione e natura, ha detto di essere stata bene in un luogo bellissimo immerso nella natura, poi ha concluso il discorso affermando che non sarebbe capace di vivere in quel mondo lontano dalla sua Milano piena di smog. Un’affermazione che ha stimolato in me molte domande.
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Ho avuto modo di conoscere degli insegnanti preparatissimi nel campo medico, quello che mi ha stupito in alcuni di loro è la distanza tra ciò che trasmettono agli altri e quello che fanno per se stessi. Una docente che ho potuto ascoltare recentemente ha raccontato di un’esperienza molto positiva a cui ha preso parte su alimentazione e natura, ha detto di essere stata bene in un luogo bellissimo immerso nella natura, poi ha concluso il discorso affermando che non sarebbe capace di vivere in quel mondo lontano dalla sua Milano piena di smog. Un’affermazione che ha stimolato in me molte domande.
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